LIGNE DE CRÊTE
- in italiano LINEA DI CRESTA
Dal latino "Crista". La linea dI cresta, in architettura, designa
la trave di colmo di un tetto e, in geografia, la cima di una montagna.
(Le Grand Robert de la Langue Française).
La linea di cresta è determinata dal ritaglio del cielo con una
montagna, una collina, un bosco. Essa può confondersi con la linea
d'orizzonte; nel caso in cui essa è occupata da un insieme di costruzioni
che si staglia nel cielo, si tratta di una silhouette urbana.
Dall'inizio dell'urbanizzazione la linea di cresta gioca un ruolo importante
per la collocazione di costruzioni che assicurano la difesa di un territorio
contro l'aggressore.
E' l'acropoli - termine che deriva dal greco città alta - che
marca il paesaggio dell'epoca ellenica dal 1300 fino al 400 a.C. Atene, Pergamo,
Lindos (1) (nell'isola
di Rodi) che ha conservato tutto il suo carattere, costituiscono esempi illustri.
Fino a una epoca avanzata la costruzione sulle parti alte era riservata ai
palazzi, alle fortificazioni, alle chiese, per facilitare la difesa del villaggio.
Lo sviluppo urbano si realizzava ai piedi di un monumento, nelle vallate nei
pressi di un corso d'acqua, o in pianura in prossimità di un porto
(2)
e (3) Questa scelta di
impianto al riparo del rilievo permetteva al villaggio di essere protetto
dal vento destinando, di conseguenza, la linea di cresta a spazio naturale.
Occorre mettere in rilievo i "villaggi appollaiati" costruiti per
ragioni di sorveglianza. La linea di cresta costruita nel modo più
concentrato si trova sul Mont Saint-Michel (epoca romana) (4)
Al nord della Cina, le creste sono occupate dalla famosa muraglia
Il Medioevo, così, ha visto svilupparsi sulle linee di cresta un buon
numero di urbanizzazioni. Il più bel esempio di città medievale
che ha totalmente investito le linee di cresta, iscrivendosi tutta in uno
spazio naturale riservato ai boschi e all'agricoltura, è San Gimignano
(5) in Italia, la
cui silhouette urbana è celebre in tutto il mondo.
In Francia, Beaumont in Auvergne e Vézelay nell'Yonne
(6) sulla strada di Compostella,
costituiscono anch'essi begli esempi per la loro silhouette che si staglia
sull'orizzonte, per le loro finestre urbane che offrono punti di vista sullo
spazio naturale circostante.
Nell'Ile-de-France, i forti di Parigi investivano nel XIX secolo le
sommità delle colline: quella più conosciuta è la cima
del monte Valérien.
Il processo di urbanizzazione del dopo guerra, con l'attrazione che viene
esercitata dalle città, ha generato l'insediamento di insiemi di
abitazioni; esso, per ragioni economiche, si è svincolato dalle
silhouette urbane e dalle linee di cresta esistenti. La costruzione
di blocchi allungati - torri e "stecche" - ha deturpato le linee
di cresta in prossimità degli antichi quartieri, in forte contrapposizione
con l'immagine della città antica (Lyon) (9)
Oggi, lo sviluppo delle città vede in numerosi casi i pendii che conducono
alla cima delle colline circostanti progressivamente occupati (10)
da costruzioni, ad immagine delle favelas dell'America del
Sud, non essendo stata presa in considerazione l'opportunità di preservare
l'aspetto naturale delle linee di cresta (11)
, Inoltre, questa urbanizzazione ha la conseguenza di accrescere il ruscellamento
delle acque e di provocare inondazioni croniche. Essa altera le finestre urbane
della città antica sopprimendone gli scorci sullo spazio naturale.
In linea generale costituisce un attentato all'entità urbana
e alla qualità della vita.(12)
Città come Grenoble (13)
possono godere della presenza di un monumento naturale o di una linea di cresta
protetta dall'urbanizzazione. Tuttavia, la costruzione di una torre in prossimità
di una chiesa modifica la silhouette urbana alterando l'identità
visuale della città. L'edificazione di attrezzature - quali tralicci,
relè hertziani, serbatoi d'acqua, silos per il grano, impianti eolici
(14) che hanno un forte
impatto sulle linee di cresta e sulle linee d'orizzonte - dovrebbe essere
oggetto di prescrizioni speciali nel caso di uno studio che ne preveda l'inserimento
in un luogo (c.f. Gordon Cullen)(15)
al fine di non alterarne il carattere naturale.
Nell'ambito degli studi urbani devono essere prese in considerazione le linee
di cresta che circondano un comune, anche se i suoi limiti amministrativi
non le includo (16).
Queste linee fanno parte del suo paesaggio e appartengono all'immagine collettiva,
la loro urbanizzazione o la loro occupazione può essere un fattore
di distruzione dell'entità paesaggistica del comune. La concertazione
intercomunale su questo aspetto si rivela indispensabile.
In Francia, l'articolo R.III.21 del Codice dell'Urbanistica lascia alla valutazione
dell'autorità competente il potere di fissare le prescrizioni di carattere
pubblico in materia di aspetto e di paesaggio. Negli spazi protetti dallo
Stato, è richiesto il parere dell'Architetto degli Edifici di Francia.
Questo parere è detto "conforme" nei "campi di
visibilità" di monumenti storici. Nei siti semplicemente "iscritti",
(là dove è prescritta soltanto una vigilanza) si tratta di un
semplice parere di opportunità. Nei siti "classificati"
(cioè di valore patrimoniale eccezionale o rimarchevole, là
dove è prescritta la massima protezione), è necessario il parere
del Ministero competente.
V. HORIZON, SOMMET, SILHOUETTE, ENTITE URBAINE